Il Parlamento ha approvato la nuova legge di “disciplina dell’attività professionale di acconciatore”

Il 17 agosto 2005 è stata finalmente approvata la nuova normativa sull’attività professionale di acconciatore.
La nuova disciplina si pone l’obiettivo di dare risposte che, da un lato, risolvono e scongiurano pregiudizievoli discriminazioni tra le figure professionali, dall’altro definisce i criteri per modulare un adeguato percorso formativo che renda il conseguimento della qualifica professionale adatto alle esigenze della moderna professione e in linea con i livelli richiesti e necessari per l’esercizio della professione nel più largo ambito europeo. E’ un grande passo in avanti poiché questa legge ha saputo trasferire le esigenze della categoria in un testo che ha trovato d’accordo tutti i gruppi parlamentari.
Le novità introdotte da questa nuova legge sono molteplici: per esercitare l’attività, ad esempio, sarà necessario conseguire un’apposita abilitazione, con il superamento di un esame tecnico-pratico, che dovrà essere preceduto da un periodo di formazione, di durata variabile, in cui si alternino momenti di approfondimento “teorico” con esperienze dirette di pratica in imprese di acconciatura. Tra le materie fondamentali di studio dovranno essere necessariamente inserite discipline come la cosmetologia, la chimica, l’anatomia, la fisiologia, la dermatologia, la tricologia e l’informatica, oltre a una lingua straniera e alle normative di carattere nazionale e comunitario.
Alle Regioni viene data la potestà di adottare norme di programmazione dell’attività di acconciatura. Ai regolamenti comunali è demandato il compito di perfezionare il quadro normativo; ai Comuni è altresì riconosciuto il potere di autorizzare l’esercizio dell’attività di acconciatore, di cui le stesse proposte individuano le condizioni.
Alle Regioni, inoltre, spetta il compito di adottare quelle regole volte a favorire lo sviluppo del settore, puntando soprattutto a valorizzare il servizio delle imprese di acconciatura, anche nel quadro della riqualificazione del tessuto urbano e in collegamento con le altre attività di servizio e commerciali. L’intervento regionale dovrà inoltre favorire un “equilibrato sviluppo” del settore, che assicuri la migliore qualità per il consumatore, in particolare attraverso la disciplina degli orari minimi e massimi di apertura al pubblico e la pubblicità delle tariffe.
In ultimo, la legge prevede anche una revisione del “vocabolario”: viene cassata definitivamente l’attività di barbiere e parrucchiera, che viene nuovamente denominata “attività di acconciatura”.
La normativa previgente risale agli anni ’60 e, dunque, soltanto oggi l’attività di barbiere e parrucchiere ha trovato una adeguata modernizzazione legislativa.
Il settore dell’acconciatura italiana è composto da circa 108.000 imprese artigiane per un totale di circa 200.000 addetti. Il rapporto tra numero di imprese e popolazione è di circa 1 ogni 530 abitanti.

Legge 17 agosto 2005, n. 174